Gli sono troppo vicina perchè mi sogni.
Non volo su di lui, non fuggo da lui
sotto le radici degli alberi. Troppo vicina.
Non con la mia voce canta il pesce nella rete.
Non dal mio dito rotola l'anello.
Sono troppo vicina. Una grande casa brucia
senza che io chiami aiuto. Troppo vicina
perchè la campana suoni appesa al mio capello.
Troppo vicina per entrare come un ospite
dinanzi a cui si scostano i muri.
Mai più morirò così leggera,
così fuori dal corpo, così ignara,
come un tempo nel suo sogno. Troppo,
troppo vicina. Sento il sibilo
e vedo la squama lucente di questa parola,
immobile nell'abbraccio. Lui dorme,
più accessibile ora alla cassiera d'un circo
con un leone, vista una sola volta,
che non a me distesa al suo fianco.
Per lei ora cresce dentro di lui la valle
con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato
nell'aria azzurra. Io sono troppo vicina
per cadergli dal cielo. Il mio grido
potrebbe solo svegliarlo. Povera,
limitata alla mia forma,
ed ero betulla, ed ero lucertola,
e uscivo dal passato e dal broccato
cangiando i colori delle pelli. E possedevo
il dono di sparire agli occhi stupiti,
ricchezza delle ricchezze. Vicina,
sono troppo vicina perchè mi sogni.
Tolgo da sotto il suo capo un braccio,
intorpidito, uno sicame di spilli.
Sulla capocchia di ciascuno, da contare,
sono seduti angeli caduti.
Wysława Szymborska
Sarà che il mio blog si intiola "luci dall'est" e che i miei stivali sono numero 35. Sarà che le mie origini sono "slave", nonchè i miei studi sono "slavi". Sarà che nei boschi ci ho passato l'infanzia. Sarà che mi sono trovata un bel po' di volte a rincorrere quella macchina.
Forse sarà anche che questa canzone non è per la donna che rincorre la macchina, ma per quella che sta seduta al posto del passeggero.
Ancora una volta non è per me.
Ti ho creato a immagine e somiglianza del mio ego
A immagine e somiglianza del nulla riflesso in uno specchio
Il riflesso della perfezione
Che ho inseguito,
Sorda a tutti gli appelli della coscienza
Hai provocato il mio utero acerbo
Hai rivoltato le viscere
Bollito il sangue
Come satanasso ti sei infilato
Nei miei nervi
Senza via di fuga
Come garanzia la tua perfezione fatta di nulla
Volevo crescere questo figlio deforme
Con la coda di maiale
E le orecchie da coniglio
Le cui prime parole sono state un raglio
Era tuo
Nostro
Lo volevo
Lo avrei difeso da tutti e da tutto
La garanzia della tua perfetta
Abiezione
Non ho mai
Desiderato di meglio