lucidallest

Eppure Ismaele continua a navigare
giovedì, 22 maggio 2008

Maggio, che mese di merda

Questa mattina, appena uscita dal letto mi si è presentato uno scenario da trainspotting: piatti di ieri sera ammucchiati, tavolo ingombro, vestiti sparsi ovunque, appena girata la maniglia della porta del bagno, mi sono immaginata di trovare un cadavere nella vasca e un gatto (rosso) rachitico e pulcioso a leccare l'acqua che strabordava.

Purtroppo no. Niente di sensazionale neanche per oggi. Non avrò una buona scusa per mollare quel cazzo di libro e abbandonarmi all'isteria.

Così passo da "Trainspotting" a "Cent'anni di solitudine", nel punto in cui l'enorme casa, abitata solo da due persone, rinchiusesi dentro per il loro folle amore, comincia ad essere distrutta dalle forimiche, dalle raffiche di vento... cominciano a sentirsi le voci dei morti che parlano tra di loro...

Ma io sono sola e il mio folle amore rende folle solo me.

Maggio, che mese di merda

postato da Drinella alle ore 11:14 | link | commenti (2)
categorie: vita, burubum interiore
sabato, 10 maggio 2008

***

Gli sono troppo vicina perchè mi sogni.

Non volo su di lui, non fuggo da lui

sotto le radici degli alberi. Troppo vicina.

Non con la mia voce canta il pesce nella rete.

Non dal mio dito rotola l'anello.

Sono troppo vicina. Una grande casa brucia

senza che io chiami aiuto. Troppo vicina

perchè la campana suoni appesa al mio capello.

Troppo vicina per entrare come un ospite

dinanzi a cui si scostano i muri.

Mai più morirò così leggera,

così fuori dal corpo, così ignara,

come un tempo nel suo sogno. Troppo,

troppo vicina. Sento il sibilo

e vedo la squama lucente di questa parola,

immobile nell'abbraccio. Lui dorme,

più accessibile ora alla cassiera d'un circo

con un leone, vista una sola volta,

che non a me distesa al suo fianco.

Per lei ora cresce dentro di lui la valle

con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato

nell'aria azzurra. Io sono troppo vicina

per cadergli dal cielo. Il mio grido

potrebbe solo svegliarlo. Povera,

limitata alla mia forma,

ed ero betulla, ed ero lucertola,

e uscivo dal passato e dal broccato

cangiando i colori delle pelli. E possedevo

il dono di sparire agli occhi stupiti,

ricchezza delle ricchezze. Vicina,

sono troppo vicina perchè mi sogni.

Tolgo da sotto il suo capo un braccio, 

intorpidito, uno sicame di spilli.

Sulla capocchia di ciascuno, da contare,

sono seduti angeli caduti.

Wysława Szymborska

postato da Drinella alle ore 18:05 | link | commenti (1)
categorie: poesia, just me, burubum interiore
giovedì, 20 marzo 2008

"E quando andrò, devi sorridermi se puoi

non sarà facile ma sai

si muore un po' per poter vivere

Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là..."

postato da Drinella alle ore 17:16 | link | commenti
categorie: ricordi, canzone, just me, burubum interiore
domenica, 28 ottobre 2007

Pirla di saggezza delle mie balle

Ci tenevo davvero a ringraziarti, avevi ragione: tu non sei "come tutti gli altri".

Scusa se ero un po' prevenuta nei confronti del genere maschile.

Grazie per avermi regalato emozioni uniche, grazie per avermi detto che una come me non la troverai mai più (ed è un bene perchè sennò ti spezzerebbe le gambine anche lei), grazie per avere le idee chiare sul da farsi. Grazie che se prendi una decisione (come per esempio quella di non vedermi più) non mi avverti, così sto a fissare il telefono come un'ebete per due giorni, altrimenti non saprei come impiegare il mio tempo. Cavolo, hai pensato proprio a tutto. Tu sì che sei una persona attenta. Sapevo di dovermi fidare quando hai detto che per me avresti fatto "qualunque cosa". Insomma grazie di far finta di esistere, grazie di avermi portato a spasso per un po' di tempo. E soprattutto grazie per non avermi scritto nemmeno oggi (per questo w.end ero veramente a corto di idee). 

Con affetto,

Drin

P.S. VAFFANCULO

postato da Drinella alle ore 00:12 | link | commenti (4)
categorie: amore, just me, burubum interiore
domenica, 21 ottobre 2007

Viaggiare

"Utopia e disincanti. Molte cose cadono, quando si viaggia; certezze, valori, sentimenti, aspettative che si perdono per strada - la strada è una dura, ma anche buona maestra. Altre cose, altri valori e sentimenti si trovano, s'incontrano, si raccattano per via. Come viaggiare, pure scrivere significa smontare, riassestare, ricombinare; si viaggia nella realtà come in un teatro di prosa, spostando le quinte, aprendo nuovi passaggi, perdendosi in vicoli ciechi e bloccandosi davanti a false porte disegnate sul muro.
[...]
Viaggiare è un'esperienza musiliana, affidata al senso delle possibilità piuttosto che al principio di realtà. Si scoprono, come in uno scavo archeologico, altri strati del reale, le possibilità concrete che non si sono materialmente realizzate ma esistevano e sopravvivono in brandelli dimenticati dalla corsa del tempo, in varchi ancora a perti, in stati ancora fluttuanti. Viaggiare significa fare i conti con la realtà ma anche con le sue alternative, con i suoi vuoti; con la Storia e con un'altra storia o con altre storie da essa impedite e rimosse, ma non del tutto cancellate.
[...]
Vivere, viaggiare, scrivere."
C. Magris - L'infinito viaggiare
postato da Drinella alle ore 11:12 | link | commenti
categorie: viaggi, libri, burubum interiore
domenica, 21 ottobre 2007

A pie' di pagina

I miei ventitrè anni,
compiuti
da poco
si dimenano nella loro
culletta rosa,
cercando di farsi capire.
Nutriti da sentimenti
da ricordi
che credevo morti.
Ma la solitudine li fa tornare a galla,
allegri
tristi
rabbiosi
 
Sono al margine ed esplodo.
Dai margini
la rivoluzione
come sempre.
La nota a pie' di pagina
che si sta trasformando in romanzo.
postato da Drinella alle ore 01:19 | link | commenti
categorie: poesia, just me, belgrado, burubum interiore