lucidallest

Eppure Ismaele continua a navigare
domenica, 25 maggio 2008

La Russa parla delle frecce tricolori

"Questa grande partecipazione è sintomo che l'Italia apprezza le capacità di sintesi proprie delle forze armate"

Che cazzo sintetizzano le forze armate??

postato da Drinella alle ore 21:43 | link | commenti (4)
categorie: parole, politica, perle di saggezza
giovedì, 22 maggio 2008

Maggio, che mese di merda

Questa mattina, appena uscita dal letto mi si è presentato uno scenario da trainspotting: piatti di ieri sera ammucchiati, tavolo ingombro, vestiti sparsi ovunque, appena girata la maniglia della porta del bagno, mi sono immaginata di trovare un cadavere nella vasca e un gatto (rosso) rachitico e pulcioso a leccare l'acqua che strabordava.

Purtroppo no. Niente di sensazionale neanche per oggi. Non avrò una buona scusa per mollare quel cazzo di libro e abbandonarmi all'isteria.

Così passo da "Trainspotting" a "Cent'anni di solitudine", nel punto in cui l'enorme casa, abitata solo da due persone, rinchiusesi dentro per il loro folle amore, comincia ad essere distrutta dalle forimiche, dalle raffiche di vento... cominciano a sentirsi le voci dei morti che parlano tra di loro...

Ma io sono sola e il mio folle amore rende folle solo me.

Maggio, che mese di merda

postato da Drinella alle ore 11:14 | link | commenti (2)
categorie: vita, burubum interiore
mercoledì, 14 maggio 2008

"Uno stato totalitario veramente efficiente è quello in cui un governo onnipotente controlla con il suo esercito di manager una popolazione di schiavi che non devono essere costretti ad obbedire, perchè amano la loro schiavitù. Fargliela amare spetta ai ministri della propaganda, ai direttori dei giornali e agli insegnanti"

Aldous Huxley (Mondo nuovo)

postato da Drinella alle ore 10:47 | link | commenti (4)
categorie: considerando
sabato, 10 maggio 2008

***

Gli sono troppo vicina perchè mi sogni.

Non volo su di lui, non fuggo da lui

sotto le radici degli alberi. Troppo vicina.

Non con la mia voce canta il pesce nella rete.

Non dal mio dito rotola l'anello.

Sono troppo vicina. Una grande casa brucia

senza che io chiami aiuto. Troppo vicina

perchè la campana suoni appesa al mio capello.

Troppo vicina per entrare come un ospite

dinanzi a cui si scostano i muri.

Mai più morirò così leggera,

così fuori dal corpo, così ignara,

come un tempo nel suo sogno. Troppo,

troppo vicina. Sento il sibilo

e vedo la squama lucente di questa parola,

immobile nell'abbraccio. Lui dorme,

più accessibile ora alla cassiera d'un circo

con un leone, vista una sola volta,

che non a me distesa al suo fianco.

Per lei ora cresce dentro di lui la valle

con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato

nell'aria azzurra. Io sono troppo vicina

per cadergli dal cielo. Il mio grido

potrebbe solo svegliarlo. Povera,

limitata alla mia forma,

ed ero betulla, ed ero lucertola,

e uscivo dal passato e dal broccato

cangiando i colori delle pelli. E possedevo

il dono di sparire agli occhi stupiti,

ricchezza delle ricchezze. Vicina,

sono troppo vicina perchè mi sogni.

Tolgo da sotto il suo capo un braccio, 

intorpidito, uno sicame di spilli.

Sulla capocchia di ciascuno, da contare,

sono seduti angeli caduti.

Wysława Szymborska

postato da Drinella alle ore 18:05 | link | commenti (1)
categorie: poesia, just me, burubum interiore