lucidallest

Eppure Ismaele continua a navigare
domenica, 24 febbraio 2008

Sotto l'ala dell'angelo forte

Questo libro mi è arrivato per posta la vigilia del mio compleanno.

Me ne aveva parlato di questo libro, aveva detto che era uno dei suoi libri preferiti... Mentre ne parlava tentando di abbracciarmi, lungo il fiume, io per fuggire facevo i versi alle anatre, zompettavo fingendo allegria. Ma avevo solo voglia di scappare.

E poi eccolo qua "Sotto l'ala dell'angelo forte". Ho cominciato a leggerlo senza convinzione, senza immaginare che è uno dei maggiori capolavori polacchi attuali. Scritto da Jerzy Pilch, tratta del suo bere. Di quello che si è bevuto, della sua lotta con il satanasso alcolico. Scrive delle visioni, delle alluncinazioni, delle fissazioni di un alcolista. Bello. Solo il finale non mi ha convinto. Ecco questo è un libro in cui il lieto fine secondo me non ci doveva stare. Il nostro protagonista incontra una donna e smette di bere, dice che gli "passa la voglia".

Ve ne riporto un frammento giusto per farvi capire il genere. Alla domanda di una ragazza che gli chiede perchè beva risponde:

"Bevo perchè bevo. Bevo perchè mi piace. Bevo perchè ho paura. Bevo perchè ho una predisposizione genetica al bere. Tutti i miei antenati bevevano. Bevevano i miei bisnonni e i miei nonni, beveva mio padre e beveva mia madre. Non ho nè sorelle nè fratelli, ma sono sicuro che, se ne avessi, tutte le mie sorelle berrebbero e pure tutti i miei fratelli. Bevo perchè ho un carattere debole. Bevo perchè mi si è spostata una rotella nel cervello. Bevo perchè sono troppo tranquillo e voglio rianimarmi. Bevo perchè sono troppo nervoso e voglio calmare i nervi. Bevo perchè sono triste e voglio rallegrare l'anima. Bevo quando sono felicemente innamorato. Bevo perchè cerco invano l'amore. Bevo perchè sono troppo normale e ho bisogno di un po' di follia. Bevo quando scolo il primo bicchierino e bevo quando scolo l'ultimo, allora bevo ancora di più perchè l'ultimo bicchierino non l'ho mai bevuto."

Come può uno così smettere di bere? 

postato da Drinella alle ore 10:45 | link | commenti (2)
categorie: libri
sabato, 23 febbraio 2008

Pensieri spettinati

Basta una telefonata per renderti felice, basta una poesia scritta da uno sconosciuto per farti venire la pelle d'oca. Basta pensare che tutte le persone a cui voglio bene ci saranno per festeggiare il traguardo della mia laurea e tutto è meno tragico.

Sono voluta scappare da Belgrado e adesso non so cosa darei per trovarmi lì. Vedere una rivoluzione dal vivo... Forse solo per dire "io c'ero". E la maggior parte della gente che sta lì immagino non ci voglia stare. Guardare il proprio paese in balia delle "grandi potenze". Quanto potere hanno i serbi per decidere?

Se c'è una cosa che non ho capito è l'interesse della Serbia a tenersi il Kosovo. Oltre al fattore culturale per cui il Kosovo è considerato la culla della cultura serba (ricordiamo la battaglia di Kosovo Polje 1389 -se non erro- in cui i serbi hanno respinto i turchi e hanno trasformato la Serbia nell' "antemurales cristianitatis") mi chiedo cosa ci sia al di là. Io ci sono stata. Il Kosovo non ha niente, nè dal punto di vista economico, nè politico. Non c'è agricoltura. Da quel po' che ho potuto vedere va tutto avanti a mafia. Sul più bello va via la corrente, quando torna? Nessuno te lo sa dire. Perchè la Serbia - o meglio i politici serbi- vogliono tenerlo? è un cancro, a causa del Kosovo alla Serbia era precluso l'ingresso nell'Unione Europea e del resto la Serbia in Kosovo non aveva potere di intervento.

E' ancora lo spirito della creazione della "Grande Serbia" a regnare sovrano?

postato da Drinella alle ore 23:59 | link | commenti (12)
categorie: considerando
sabato, 16 febbraio 2008

Poesia

Mi è capitata per le mani una poesia che non avrei mai dovuto leggere. Non era per me. Ma avrei pagato perchè fosse scritta apposta per me. Non ne avrei riso. L'avrei letta e riletta, tenuta nell'agenda. Sarebbe una delle cose che avrei portato dall'anno vecchio a quello nuovo.

Anche io scrivo poesie, ma non le ha mai lette nessuno.

Quando scrivi a qualcuno una poesia vuole dire che sei convinto che la persona che la legge possa capire il tuo lato più nascosto, quello che non sei riuscito a spiegarle con i fatti e che forse non è del tutto chiaro neanche a te. Far leggere a qualcuno una poesia è come esporre il lato debole che può essere quello forte...  a seconda.

Ma adesso non è importante. Adesso non vorrei quella poesia. Non si può constringere nessuno a scriverti una poesia, se non ispiri poeticità c'è ben poco da fare... Non si può costruire, e gli avanzi degli altri, beh, ma no, grazie... 

postato da Drinella alle ore 13:28 | link | commenti (2)
categorie: just me